Milano – 10.00 am

Dunque, domani metto la sveglia alle 8 così siamo lì tipo per le 10.00, che dici? – Ovviamente, alle 10.00, io e Danila stiamo aspettando la metro sulla banchina di Precotto. D’altronde oh, sarò ancora a Milano ma sono comunque in ferie e quindi me la prendo comoda, capito? Ecco.

Spoiler: 1. Se cliccate le immagini… si ingrandiscono a tutto schermo! Incredibile! In più, se poi cliccate le freccine della vostra tastiera – o scrollate col ditino in caso di smartphone – potrete sfogliarle una dopo l’altra tipo gallery, però, in questo modo vi perderete il mio racconto. Mmmhh, che fare? #dilemma2. I pallini a destra non sono semplici pallini… sono infatti un comodissimo menù di navigazione #comodissimiproprio.

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Precotto squat

Il viaggio è piacevole grazie e sopratutto alla mia migliore amica Aria Condizionata e, sarà per il mio assetto zaino+borraccia+fotocamera, sarà per la notevole presenza di stranieri nel vagone, ma mi sento davvero un turista che visita casa propria – è una sensazione che, stranamente, non mi dispiace affatto.

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La biglietteria

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La scalinata che sorpassa la ferrovia
La scalinata che scavalca la ferrovia

Repubblica Ceca

Un padiglione decisamente zarro, a partire dalla scultura nonsense presente all’esterno: una sorta di piccione fuso con una macchina – che rimane comunque la cosa più interessante da vedere, insieme a dei pouf creati con le bottiglie di PET.

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Uccello-macchina
Uccello-macchina

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Macchina-uccello

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Pouf fatti con le bottiglie di PET
Pouf fatti con le bottiglie di PET

VOTO

Danila: 4  |  Piero: 5.5

Bahrain

 

Il Bahrain decide di puntare sul minimal, proponendoci un’architettura di calcestruzzo che gioca tutta sui toni chiari. All’interno però, il contrasto multicolor di piante, fiori e frutti locali.

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All'ingresso del padiglione

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Palma da dattero
Palma da dattero

VOTO

Danila: 6  |  Piero: 6

Irlanda

 

Bella l’Irlanda. Cioè non ci sono mai stato (a parte qualche giorno a Dublino), ma se non fosse stato un periodo di spese grosse, quest’estate sarei sicuramente andato lì; tipo giro in macchina e birre, tante birre.

Il padiglione è molto bello, con il suo ingresso tra mega schermi su cui proiettano filmati degli elementi naturali del paese — pioggia, vento, sole e appunto birra — e alla fine un sacco di filmati stupendi che mi hanno fatto salire all’ennesima potenza la voglia di visitare questo posto.

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Padiglione dell'Irlanda
Padiglione dell'Irlanda

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Padiglione dell'Irlanda
Wow such elements - much wind

VOTO

Danila: 6  |  Piero: 6

Sudan

 

Boh regà, che pezzata.

VOTO

Danila: 3  |  Piero: 2

Angola

Angola bomba. È il primo padiglione serio che visitiamo, sia in quanto a grandezza, sia per quanto riguarda il contenuto. All’interno un totem multimediale pende dal soffitto di tre piani fino a terra. Salendo si trovano un sacco di informazioni sulla popolazione e sul cibo che è possibile trovare in Angola. Addirittura un fighissimo angolo con video-ricette  da cui prendere spunto #angolafoodbloggers. 

È anche il primo padiglione dove decidiamo di cibarci finalmente di qualcosa. Optiamo per un panino con vitello, uova, songino e maionese al cocco, molto molto buono al costo di 6€. Ammettiamo che il voto potrebbe essere stato influenzato dal cibo mangiato.

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Padiglione dell'Angola
Padiglione dell'Angola

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All'interno del padiglione
All'interno del padiglione

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Il totem multimediale
Ricette angolesi (angolane? anghe BOH.)

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Vista dal rooftop
Vista dal rooftop

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CIBO BUONO
CIBO BUONO

VOTO

Danila: 8  |  Piero: 8

Brasile

Abbiamo avuto notevole culo poiché abbiamo fatto dico al massimo 5 minuti di coda, dato che eravamo in pieno orario pranzo — ci stavamo infatti nutrendo col panino di cui sopra. Il padiglione del Brasile è infatti una delle attrazioni più visitate perché consiste sostanzialmente di reti su cui camminare tutti assieme.

Il senso che ho voluto trovarci è che si ha la percezione che qualsiasi cosa tu faccia — saltino, passo, movimento — influenza direttamente tutti gli altri e viceversa. Una sorta di “siamo tutti sula stessa barca, ergo facciamo i bravi”. Probabilmente però il senso reale della cosa è tipo: TODA JOIA, TODA BELEZA

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Padiglione del Brasile
Padiglione del Brasile

Qui sotto un piccolo contributo slowmo.

VOTO

Danila: 6.5  |  Piero: 6

Belgio

Una volta entrati abbiamo visto un tipo che stava preparando delle specie di sculture di cioccolato — vabbè — poi siamo arrivati in una mini piazzetta dove c’erano solo due posti dove mangiare cose tipiche e bere birre tipiche e qualche banchetto dove comprare scatole di cioccolatini e diamanti.

Più che un padiglione, un duty free di un aeroporto qualsiasi.

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Padiglione del Belgio
Padiglione del Belgio

VOTO

Danila: 3.5  |  Piero: 3

Korea

Asians. Da anni sono fermamente convinto che gli asiatici siano esseri superiori in molte cose. Prendi un occidentale e lo vesti con dei vestiti ridicoli? Ridicolo. Fai la stessa cosa con un asiatico? OMG SO COOL.

Il padiglione della (Sud) Corea è senza dubbio il migliore e il più artistico tra quelli che siamo riusciti a visitare. A partire dalla visione critica nei confronti dell’abituale alimentazione presente nei paesi occidentali realizzate con installazioni artistiche, fino alla rappresentazione dei metodi tipici di conservazione del cibo coreano, tramite giochi di proiezione e due mega robot che ruotano due grossi pannelli LCD interattivi.

In più, mi sono imbattuto in un pollo croccante agrodolce che era tipo la fine del mondo.

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La simpatica signorina coreana che ci indica di salire

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PASTE FASUL - idolo

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Abbastanza pesantuccio, rispetto alle installazioni presenti negli altri padiglioni

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La pioggia cade su dei tipici fermentatori di cibo coreano

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Pollo croccante e appiccicosissimo: CLAMOROSO

VOTO

Danila: 8.5  |  Piero: 8

I cluster

I cluster Riso, Cacao e Frutta e Legumi sono difficili da giudicare. Diciamo che la cosa più figa è stata trovare il sosia di “OK Guy” in São Tomé e Príncipe.

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Cluster cacao

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Volatile tipico della Costa D'Avorio

VOTO

Danila: nc | Piero: nc

Moldavia

All’esterno un normale padiglione, all’interno peggio un autogrill. SRSLY Moldavia?

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Padiglione Moldavia

VOTO

Danila: 2 | Piero: 2

Lituania

La Lituania si presenta con un padiglione decente. All’interno svetta una pallozza luminosa con schermi circolari che contengono informazioni su cibo e territorio.

Prende la sufficienza soprattutto grazie a degli squisiti dolcini al caramello e latte condensato che è possibile acquistare al favorevole prezzo di 1€ cadauno.

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Padiglione Lituania

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La Pallozza

VOTO

Danila: 5.5  |  Piero: 6.5

Thailandia

Un sacco di minuti di coda per due stanzone con mega proiezioni del cibo tipico del paese. Da menzionare l’ultima stanza dove sostanzialmente si rimane a vedere un video di propaganda dittatoriale con messaggi all’orlo del ridicolo.

Tutto abbastanza nella media, se non fosse per il bar alla fine del giro che vende robe fighissime: succo di litchi, gelato al cocco, ma su tutto spiccano le patatine di okra. Cioè, io pensavo fossero essiccate a rondelle, tipo le finte patatine di banana; invece apro il pacchetto e noto che si tratta dell’intera verdura essiccata. BUONO.

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Voglio quei pantaloni

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Stanzona specchiata al buio

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Stanzona specchiata riempita dalle proiezioni

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Okra chips

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Awkwaaaard

VOTO

Danila: 7  |  Piero: 7

Cina

L’architettura del padiglione della Cina simula interamente gli elementi naturali del territorio, tra finte canne di bambù e campi di grano luminosi che simulano lo scorrere del vento — sarebbe stato meglio vederlo con meno luce solare, ma è abbastanza difficoltoso dato che è all’aperto. Bene, ma nulla di mega spettacolare.

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Finte canne di bambù all'ingresso

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Campo di grano luminoso da sotto

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Campo di grano luminoso da sopra

VOTO

Danila: 6.5  |  Piero: 6.5

Azerbaijan

Un padiglione inaspettatamente elaborato e direi figo. La struttura molto particolare, con quella mega sfera di vetro — all’interno di cui è inserita una mini serra — e dei fighissimi schermi touch interattivi ognuno rappresentante di un cibo tipico del paese.

Ogni alimento è rappresentato da una serie di filmati e da una bellissima scritta calligrafica, creata con una sorta di collage di quello stesso alimento. Well done, Azerbaijan.

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Padiglione Azerbaijan

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Touch-screen calligrafici

VOTO

Danila: 6.5  |  Piero: 6.5

Polonia

Il padiglione della Polonia è davvero spettacolare. Mi spiace quasi spoilerarvi l’impatto che si ha passando dalla struttura esterna verso quella interna: da un muro impenetrabile di legno si sbuca in un percorso in mezzo alla natura, resa infinita dalle pareti interne, totalmente specchiate.

Davvero figo. Ah, in più graziose donne in costume tradizionale di danno le mele gratis — non quelle robe che stai pensando tu, sporcaccione.

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Ingresso al Padiglione della Polonia

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La scalinata

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Statue semi-decapitate

VOTO

Danila: 7.5  |  Piero: 7.5

Paesi Bassi

L’Olanda ha un padiglione direi unico rispetto a tutti gli quelli che ho potuto vedere in questa visita. A differenza degli altri non troviamo nessun vera e propria struttura a farla da padrona, bensì un agglomerato di food-truck, una ruota panoramica e un palco con un DJ preso benissimo.

È stata anche la tappa in cui abbiamo deciso di cenare, optando per due hamburger davvero goduriosi e birra.

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Il padiglione dei Paesi Bassi

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Un leggerissimo panino al formaggio fritto per Danila

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Io opto per un Weedburger, ovvero un panino vegano fatto con le alghe. Incredibilmente è CLAMOROSO.

VOTO

Danila: 7  |  Piero: 7

Si conclude la visita con un’ultima camminata verso l’Albero della Vita, di cui ovviamente consigliamo assolutamente lo spettacolo serale. Circa 12 ore passate ad Expo sono servite a visitarne solamente metà. Tornerò sicuramente per concludere la visita della metà mancante, dato che nel complesso è stata un’esperienza davvero molto positiva.

Se ti interessa l’architettura, il cibo, la cultura, la storia, il cibo, il cibo, ma soprattutto stare in mezzo alla gente e sentirti un po’ turista anche se sei “a casa tua” beh, non puoi davvero lasciarti scappare questo Expo 2015.

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Verso l'Albero della Vita

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Figo dai.

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Piccolo cameo

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Ci rivediamo presto, signor Expo!